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giovedì 17 novembre 2022

Rischi per l'eccessivo uso di Internet e della tecnologia - Parte 3: Non accettazione di sé

 


Tema ispirato dalla Cittadinanza Digitale (Non Accettazione di sè)

Video sulla Non accettazione di sè: https://www.youtube.com/watch?v=EoJ2lmQT7DM&t=9s 


Questa storia si svolge nello stato dell'Alabama, nel 2013. Il protagonista della storia è il giovane Bobby Brown che a quel tempo aveva 14 anni.

Bobby non si accettava molto come persona e per questo motivo decise di fare finta di aver iniziato a giocare nella lega di basket più famosa in America, l'NBA.

Bobby, per rendere tutto un po' più credibile, raccontò tramite Internet che la squadra Miami Heat lo aveva  messo sotto contratto dopo aver visionato una sua partita al campetto del quartiere. 

Bobby inventò anche di essere il figlio del famoso wrestler D'Lo Brown. Bobby venne creduto perché il ragazzo nacque il 31 marzo del 1999 quando D'Lo Brown (nato il 22 ottobre del 1970) aveva 28 anni, un'età giusta per avere un figlio. Bisogna anche aggiungere che a quel tempo nessuno sapeva che D'Lo Brown avesse un nome d'arte completamente falso e quindi tutti credevano che Brown fosse il vero cognome del wrestler. Per questo motivo tutti credevano che Bobby e D'Lo avessero lo stesso cognome (Brown) e questo rese ancora più credibile la storia inventata da Bobby. Il vero nome di D'Lo Brown è Accie Julius Connor e lui non è imparentato in alcun modo con Bobby. A forza di narrare queste storie, Bobby perse il controllo perché oramai viveva nel sogno che nella sua testa si era creato.

D'Lo Brown, venuto a conoscenza della situazione, andò ad aiutare Bobby e lo convinse a dire tutta la verità. Dopo aver detto la verità, Bobby si sentì molto meglio con sè stesso e poi si scusò con tutte le persone che aveva ingannato.

Poco dopo, Bobby ricevette degli allenamenti privati dalla stessa leggenda della WWE, D'Lo Brown. Facendo questi allenamenti, Bobby scoprì che la sua vera vocazione era il wrestling. Appena finito il college, Bobby mollò il basket e andò alla sede della WWE a Stamford, nel Connecticut, dove riuscì ad ottenere un contratto professionistico.

Bobby debuttò il 31 marzo del 2020 nel programma televisivo WWE SmackDown. Bobby diventò campione intercontinentale vincendo contro Ric Flair il primo maggio dello stesso anno.

 

D-Lo Brown - The Low Down | WWE

giovedì 10 novembre 2022

Attività a Ceratello

STAMATTINA TROVATI I TAVOLI E LE SEDIE NERE E BIANCHE NUOVI. HO FATTO IL LABORATORIO INSIEME , HO MANGIATO PASTA CON IL PESTO, HO FATTO IL VIDEO DI CERATELLO E ADESSO IL BLOG.   C'ERO IO, C'ERA SEBI, ELIO, ALESSANDRO E MANCA JONATHAN CHE LO SALUTO. E' BELLO CERATELLO.

SALUTO TUTTI CON LA CATEGORIA DEI CALCIATORI: ELIO E' PEPE, JONATHAN E' TOTTI, SEBASTIANO E' PIRLO, ALESSANDRO LANZANOVA E' KAKA', FERNANDO E' DEL PIERO, SILVANO E' BUFFON, LA MARIA CARNI' E' CONTE.

I calciatori più pagati: Mbappé in vetta, CR7 sul podio | Calcio e FinanzaCalciatori italiani all'estero: Jorginho di rigore, a secco gli attaccanti

giovedì 13 ottobre 2022

Rischi per l'eccessivo uso di Internet e della tecnologia - Parte 1: Isolamento

Tema ispirato dalla Cittadinanza Digitale (Isolamento)

Video su Isolamento: https://www.youtube.com/watch?v=EoJ2lmQT7DM&t=8s


Questa storia si svolge addirittura in Germania a Monaco e racconta la vicenda di Patrick     Onshvild. Patrick era un ragazzo di 17 anni, era considerato da tutti un ragazzo che usciva spesso di casa per andare a trovare nonna Patricia e nonno Mark. Fino a qui nulla di allarmante, era un ragazzo come gli altri. Patrick era appassionato di pesca sportiva e con questo sport aveva vinto diversi riconoscimenti comunali e trofei regionali. 

La mattina di Natale però cambiò tutto, i genitori di Patrick gli regalarono un nuovo videogioco per la PS4 di nome "Metal Gear Solid Resurrection". Patrick, tutto contento, accese la PS4 e provò subito il suo gioco nuovo. Il gioco era online, 2 giocatori sceglievano un personaggio e poi combattevano in una grande arena, per vincere la partita un giocatore doveva uccidere 2 volte il personaggio dell'avversario. I giocatori potevano giocare da tutto il mondo e c'era la classifica mondiale dove venivano scritti i nomi dei giocatori in ordine dal migliore al peggiore. Il giocatore migliore era quello che aveva vinto più partite in quel mese. Patrick iniziò a giocare.

Da quel giorno Patrick cambiò vita, non usciva più dalla sua stanza, mangiava molto tardi oppure saltava i pasti. Gli amici più stretti e la sorella maggiore Roxanne decisero di fare presente al ragazzo la loro preoccupazione per la piega che la "febbre da videogiochi" stava prendendo su di lui ma Patrick non li ascoltò. Un giorno i genitori di Patrick decisero una volta per tutte e per il suo stesso bene di togliergli i videogiochi ma poi cambiarono idea e misero una regola: "Patrick può giocare solo di sera e al massimo per 2 ore". Patrick però non migliorò, passava le mattine e i pomeriggi a guardare molti video del gioco su internet e la sera dopo cena giocava 2 ore, spegneva la PS4, faceva finta di andare a dormire e dopo pochi minuti riaccendeva la PS4 e giocava per tutta la notte con le cuffie. Qualche giorno dopo, i genitori di Patrick beccarono per caso il ragazzo mentre giocava alle 4 del mattino e allora decisero di intervenire più seriamente.

Un giorno, con la scusa di uscire per un gelato, i genitori di Patrick portarono il ragazzo da uno specialista che si occupava di casi di isolamento spontaneo, il dottor Ghubber. Dopo aver parlato un po' con il ragazzo, il dottor Ghubber disse in maniera seria a Patrick: "Tu devi uscire di casa più spesso, altrimenti il tuo caso può diventare una forma di ludopatia e quindi risultare molto grave sia per te che per la tua stessa famiglia".

Patrick però non riusciva proprio a smettere di giocare, una volta arrivò a giocare dalle 10 di sera fino alle sei del mattino del giorno dopo, senza nemmeno un'ora di pausa o di sonno. La sorella maggiore gli disse: "Patrick, a mali estremi, estremi rimedi. O smetti da solo o ti porto in una comunità specializzata per il tuo caso. Quel gioco sta diventando una droga, non te ne rendi conto?". Patrick allora si arrabbiò e disse: "Ascolta, io non riesco a smettere da solo e se non c'è altro modo mandami in comunità". Patrick entrò dunque in un programma comunitario di 5 mesi a Dortmund. Una volta uscito e tornato a casa, Patrick era totalmente cambiato, usciva più spesso e giocava con la PS4 solo un'ora al giorno, il ragazzo era tornato quello di prima.

Patrick disse: "Roxanne avevi ragione, quante cose mi sono perso, ti ringrazio per avermi fatto aprire gli occhi, che bella la vita, non è solo internet e videogiochi".


Adolescenza, videogame e isolamento | Francesco Rizzo Psicologo

giovedì 6 ottobre 2022

Trickery

 

 

Tema ispirato dalla Cittadinanza Digitale (Trickery)

Video su Trickery: https://www.youtube.com/watch?v=e18YgAIt_aI 



Il Trickery e la storia di Giorgia 

Questa storia si svolge a Cremona e vede come protagonista Giorgia Paresini, una ragazza di appena 16 anni. Una mattina, Giorgia incontrò 4 ragazze in un bar. Le 4 ragazze si presentarono, fecero dei complimenti a Giorgia e la invitarono a mangiare qualcosa con loro. Giorgia, anche se era imbarazzata dalla situazione, accettò. Dopo aver passato tutto il giorno insieme, Giorgia tornò a casa. Il giorno dopo, Giorgia tornò al bar e incontrò di nuovo le 4 ragazze.

Dopo aver parlato dei loro problemi a scuola, le 4 ragazze iniziarono a parlare dei problemi che avevano con i loro fidanzati. Dopo qualche minuto, una delle 4 ragazze chiese a Giorgia: "E tu ce l'hai il fidanzato?". Giorgia arrossì e disse: "Sì, ce l'ho, si chiama Carlos Marquera, l'ho conosciuto una settimana fa al mio istituto superiore ITIS, ci conosciamo da poco ma tra noi due sono nati subito dei sentimenti". Le 4 ragazze fecero molte domande a Giorgia perché volevano sapere tutto di lei, anche le cose più imbarazzanti. Giorgia raccontò alle 4 ragazze tutti i suoi segreti perché si fidava delle sue nuove amiche. Errore gravissimo perché le 4 ragazze non erano veramente amiche di Giorgia, infatti le 4 ragazze non si erano avvicinate a Giorgia per fare amicizia con lei ma solo per ottenere informazioni private su di lei.

Il giorno dopo, le 4 ragazze usarono le informazioni ottenute da Giorgia per ricattare la ragazza. Una delle 4 ragazze scrisse a Giorgia tramite la rete: "Ciao Giorgia, per un anno intero a partire da oggi tu pagherai per noi 4 tutte le colazioni, i pranzi e le cene. Se non pagherai, metteremo il tuo segreto su internet e lo diffonderemo in tutto il paese".

Giorgia, capendo di essere stata solo usata dalle sue nuove "amiche" scoppiò a piangere ma ormai era troppo tardi. Dopo una settimana, Giorgia, non sopportando più la sua situazione, si rifiutò di pagare il pranzo per le sue "amiche". Quello stesso pomeriggio, le 4 ragazze misero il segreto di Giorgia su internet. Giorgia allora disse tutto a suo padre Massimo.

Il papà di Giorgia, che era di Napoli ma era ultras della Cremonese, dopo aver saputo del ricatto chiese a Giorgia: "Perché non me l'hai detto prima? Qual è questo segreto? A me puoi dire tutto, non vergognarti". Giorgia guardò suo padre e gli disse: "Carlos non esiste papà, me lo ero inventato". Il padre disse: "No, aspetta, come non esiste?". Giorgia pianse e disse: "Papà, Carlos è un nome fittizio, un nome che la mia ragazza si è data su Facebook per non destare sospetti". Il padre disse: "Aspetta, quindi sei lesbica?". Giorgia disse: "Esatto papà, sono lesbica ma il problema non è questo, il problema è che le mie amiche sanno che Carlos è in realtà un nome fittizio e che dietro quell'account Facebook si nasconde Chiara, la mia ragazza, e adesso hanno pubblicato la notizia!". Il padre di Giorgia disse a sua figlia: "Ascolta, non ti preoccupare, tu domani vai a scuola come se niente fosse e stai con lei come due semplici amiche, al resto pensiamo io e tuo fratello Michele". Giorgia, rassicurata dalle parole di papà Massimo, andò a scuola senza timore e stette con la sua ragazza. Gli altri compagni della ragazza però cominciarono a guardarla in modo strano.

Quello stesso giorno, il padre e il fratello di Giorgia andarono a prendere la ragazza all'uscita dell'istituto e Giorgia indicò dov'erano le sue "amiche". Il padre e il fratello di Giorgia allora si avvicinarono alle 4 ragazze che avevano reso pubblico l'orientamento sessuale di Giorgia e dopo aver detto due parole, le presero e le portarono in caserma. Alla fine dell'indagine, le 4 ragazze coinvolte nella vicenda dovettero ripagare Giorgia e la sua ragazza con 400 euro. Non contenta, la famiglia della vittima chiese una punizione peggiore e le 4 ragazze si presero 8 mesi di carcere.


ULTRAS CREMONA IN ROMA || AS Roma vs Cremonese 22/8/2022 - YouTube

giovedì 29 settembre 2022

Trolling

 

Tema ispirato dalla Cittadinanza Digitale (Trolling)

Video su Trolling: Pillole di Cittadinanza Digitale - Puntata 2 - Harassment, Flaming, Happy Slapping, Trolling - YouTube

 

 

Tema del Trolling in internet e la vicenda di Clara 

 

Questa è la storia di Clara Berbetti, una ragazza di Udine che decise, nonostante il suo peso, di mettere sul suo profilo Netlog (un vecchio social network) delle sue foto in costume per far capire che il peso non decreta la bellezza di una persona. Così Clara chiese aiuto ad un gruppo di amici per farsi fotografare in costume da bagno nonostante sapesse cosa rischiasse e infatti alle prime foto di Clara in costume (un costume a due pezzi) arrivarono subito le prime critiche gratuite e prese in giro.

Un commento in particolare colpì Clara nel profondo, il commento di Giancarlo Ciciretto che diceva: “Sei una bella ragazza. Sono anche io di Udine, abito in zona Zuncano interno tre e sono del 1997 come te. Volevo dirti di non dare retta a ciò che senti in paese o leggi su Netlog sul tuo fisico perché sei davvero incantevole”. Clara arrossì e scrisse: “Grazie. Ti ringrazio molto per il tuo commento”. Il ragazzo inviò una faccina che ride con le lacrime agli occhi e scrisse: “Sei proprio una polla mia cara, credi a tutto, non potrei mai stare con te, sei una grassona e nessuno ti ama”.

Clara ci rimase molto male e andò nella sua stanza dove pianse tutto il giorno.

Papà Riccardo e mamma Ludmilla, sentendo piangere la figlia per l’ennesima volta, decisero di intervenire, andarono in camera della figlia e le chiesero cosa fosse accaduto. Clara guardando il padre disse: “E’ sempre la stessa storia papà, mi fanno sentire importante e poi mi insultano per questo maledetto peso. Cosa devo fare? Sono veramente stanca, non posso andare a scuola, al bar, in un locale…”. Papà Riccardo, essendo molto legato a sua figlia, decise di intervenire e da buon Palermitano decise di fare due cose: per prima cosa farsi dire in che zona di Udine abitasse il ragazzo e come seconda cosa portarlo alla stazione di polizia di Udine che si sarebbe poi occupata del caso. Papà Riccardo chiese a Clara: “Dove abita questo ragazzo?”. Clara gli disse: “Il ragazzo si chiama Giancarlo Ciciretto e abita a Udine in zona Zuncano interno tre”.

La mattina dopo, i carabinieri andarono nella zona indicata da Clara, trovarono il ragazzo e lo portarono alla questura di Udine dove lo interrogarono fino alle tre di pomeriggio.

Alla fine dell’interrogatorio, Giancarlo dovette pagare 400 euro a Clara per danni d'immagine però sarebbero stati meglio 3 anni di carcere.

 

 

Opinione mia: il Trolling secondo il mio punto di vista è un'azione spregevole nei confronti di chi la subisce e non andrebbe assolutamente fatta in alcun modo, benché sia punibile con multe nei confronti di chi lo applica, secondo me servirebbe il carcere o la rimozione totale del suo account dal social su cui è stato commesso l'atto. Sinceramente spero che questo modo di Cyberbullismo sia ben presto debellato in qualche modo. Con questo mio pensiero scritto volevo inoltre invitare chi l'ha subito o tutt'ora ne è vittima a parlarne. Non state in silenzio, parlarne con qualcuno può aiutarvi a trovare una giusta soluzione.

trolling Archives - Roma Sociale

giovedì 15 settembre 2022

Password

 

Tema ispirato dalla Cittadinanza Digitale (Password)

Video su Password: Pillole di Cittadinanza Digitale - Puntata 5 - Password - YouTube

 

Questa è la storia di Max Cancelleri, un ragazzo di Palermo che in Erasmus conobbe un ragazzo con cui creò un bel rapporto amichevole, solo che sbagliò perché si rivelò essere un hacker di fama internazionale, ovviamente Max non ne era al corrente.

Una volta salito a Milano in aereo, Max prese il taxi e scese in porta Bluense, zona di fantasia di Milano. Mentre guardava il telefono, Max vide su Twitter degli insulti scritti con il suo profilo a tutti i suoi contatti. Ovviamente, conoscendo i carabinieri della zona, Max andò a denunciare il furto della sua Password per entrare su Twitter che era troppo facile: 123.

I carabinieri della stazione di Palermo si attivarono immediatamente per cercare di trovare il colpevole del fatto, girando per vari archivi della polizia di Palermo trovarono il nome di Felipe Ramacus, un conosciutissimo hacker colombiano che però si dimenticò di non lasciare tracce in questo suo ennesimo furto, quindi la polizia riuscì a rintracciarlo a Caracas e ad arrestarlo prima che riuscisse a rubare altre Password e di conseguenza altre identità.

Felipe venne portato di corsa alla centrale di polizia di Palermo, dove lo interrogarono e dopo svariati tentativi il ragazzo crollò, ammise le sue colpe e aggiunse: “Bravi, avete preso il miglior hacker Colombiano della storia, sapete però con chi sono imparentato?”.

I carabinieri dissero: “No, con chi sei imparentato?”. Felipe disse: “Sono imparentato con un movimento politico molto pericoloso in Colombia: i Los Pepes”.

I carabinieri strabuzzarono gli occhi e dissero: “Quei Los Pepes?”. Felipe rise e disse: “Certo, quelli. Non starò in carcere per molto” e infatti ebbe ragione dato che dei tre anni che doveva farsi di carcere ne fece solo uno perché venne rilasciato perché era stato buono.

 

Collection #1, il più grande furto della storia: rubati 773 milioni di mail  e 22 milioni di password - Il Mattino.it