Un tempo vagavo sopra un mare sconfinato, Là dove I sogni nascono prima dei nomi delle stelle, E antiche maree, nel loro eterno fluire, Mi conducevano tra regni di nebbia e di fiamme.
Contemplavo stupito i cieli sconfinati, Le contellazioni sommerse da piogge d'argento; E sebbene il mondo giacesse morente nel suo letto, Non temevo l'oscurità, nè il dolore imminente.
Poichè navigavo là dove ogni mappa ha fine, Oltre l'Occidente, oltre le rive dei mortali, Là dove persino il tempo, distese le sue ali stanche, non turberà mai più i sognatori desti.
O malinconica Luna, o salice piangente, Le cui radici bevono dalla sorgente nascosta del dolore, Dite al mondo intero di non piangere per me: Poichè risorgerò là dove la morte ha perduto il suo pungiglione.
E sarò libero.
Un giorno bevvi da una bottiglia oscura come la notte, un rosso nettare sotto una luna insanguinata; E catene di ferro, forgiate da false delizie, furono strette attorno alla mia anima prima dell'alba.
Strinsi un patto con quel re infernale che dimora nelle stanze più segrete del mio petto; gli consegnai tutti i canti che non avevo potuto intonare, E in cambio ricevetti una corona d'inquietudine.
Oh, quale amaro trono per gli uomini mortali, Ragnare sulle ceneri del proprio desiderio; camminare attraverso l'inferno e ritornare ancora, portando nel cuore il fuoco del Demonio.
Eppure ho attraversato mari dove infuriano le tempeste, Dove Borea e i venti del meridione si contendono il cielo; Quattro venti ancestrali mi hanno strappato alle rive, ma nessuno potrà distogliermi dalla mia fine predestinata.
O Luna splendente, o salice coronato di verde, Ricordatemi quando tutte le stelle si faranno pallide; raccontate a coloro che mi amarono ciò che questi occhi hanno veduto, lasciate che il mio nome sopravviva nel vento.
Poichè sarò libero.
Che cos'è il mondo che accoglie l'occhio desto? Che cos'è la carne che il tempo ci strapperà? Un'ombra fugace sotto un cielo morente, Un sogno il cui sognatore non può impedirne la fine.
tutto ciò che vediamo, tutto ciò che sembriamo, non è che l'ombra del volo di un'ombra, un pensiero sussurato sull'orlo della paura, una candela tremante nel grembo della notte.
Eppure, contemplatelo! un sempreverde rimarrà, Là dove i re caduti giacciono sepolti nella terra; Le sue radici berranno la memoria del mondo, I suoi rami custodiranno la promessa della rinascita.
Forse tra le sue foglie si cela un frammento di tutte le anime che hanno vagato negli anni; Una scintilla che nè il tempo nè la morte possono negare, Un seme di luce preservato oltre le nostre lacrime.
Poichè, anche se l'intricata trama della vita dovesse svanire come impronte su una spiaggia d'inverno; anche se i regni cadessero, consumati da lotte infinite, E le voci mortali non pronunciassero più i loro nomi...
Che cos'è una goccia di pioggia smarrita negli abissi dell'oceano? che cos'è un granello sulla riva sconfinata? eppure entrambi appartengono ai misteri che custodiscono i segreti del mare e della sabbia mutevole.
E le parole, una volta liberate, possono viaggiare ben oltre il fragile respiro che diede loro una nascita mortale; attraverso le ere, come un canto ancestrale, vagano lungo i sentieri dimenticati della Terra.
Dunque ascoltatemi ora, oltre il velo degli anni: se qualcuno ricorda, può il defunto ancora vivere? Se un'anima ascolta attraverso le grandi lacrime del mondo, Ho forse varcato le porte dell'ultimo dolore?
Sono Immortale?
O Luna incantata, o salice della radura, Le cui foglie d'argento hanno udito passare le ere, se mai qualcuno domandasse dove io abbia smarrito il cammino, dite la verità, e lasciate che si posi lieve come l'erba.
Raccontate che ho camminato là dove dormono gli angeli caduti, dove i fiumi scorrono sotto le radici della notte; dove montagne senza nome custodiscono segreti profondi, e anime perdute vagano cercando una luce lontana.
E se i loro cuori fossero oppressi dal mio nome, dite loro di non piangere sotto i cieli della sera; ma che accendano una candela, osservando la sua fiamma tremare, e contemplino un piccolo sole davanti ai loro occhi.
Poichè ogni fiamma che arde contro la notte è una stella che viaggia attraverso l'aria; e ogni anima che porta avanti la propria luce ha sconfitto qualcosa che la morte non potrà mai toccare.
Allora attraverserò l'ultima porta, là dove nè il dolore nè le catene potranno seguirmi; oltre i confini di tutto ciò che è stato prima...
e sarò libero.
Libero come l'aquila là dove si spezzano i cieli, dove le nubi giacciono sparse come neve dimenticata; dove i dolori della terra non possono più raggiungere gli dèi addormentati sotto il mondo.
Che ogni prova sprofondi nell'abisso, Che ogni ferita divenga una cicatrice sbiadita; Poichè ho scalato le montagne del sonno e varcato la soglia della stella del mattino.
Sopra le nubi il mio spirito prende il volo, oltre il solore, oltre la fiamma dei mortali; E là, immerso nella luce eterna, un milione di voci si levano pronunciando il mio nome.
Era soltanto immaginazione, nata dai sogni, oppure le antiche costellazioni si sono destate per danzare lungo i luminosi fiumi del firmamento, come fuochi d'argento risvegliati nei cieli?
Oltre il sole, dove nessuna ombra dimora, dove il tempo si dissolve come neve sul mare, un fuoco eterno arde nelle mie vene e ricorda ciò che ero destinato a diventare.
Odo il coro di innumerevoli anime levarsi, le loro voci intrecciate nell'aria cosmica; mi chiamano da regni nascosti nei cieli, e nel loro canto ritrovo me stesso.
Eppure tutto ciò che contemplo, tutto ciò che sembro, non è che un'ombra proiettata sopra un muro; un'eco fugace di un sogno ancestrale, un sogno dentro un sogno, oltre ogni sogno.
Libero come il vento che vaga tra gli alberi, più lieve della nebbia sulla cima dei monti; sciolto dal rancore, immune dalle gelosie, finalmente libero da tutto ciò che un tempo mi opprimeva.
Nessuna lingua amara potrà ferirmi là dove volo, Nessuna parola d'odio trafiggerà ancora la mia anima; Poichè ho trovato un regno nei cieli, oltre la portata del dolore e della sofferenza umana.
Là dimorerò dove brillano i fiumi ancestrali, dove nascono le stelle e la morte è soltanto una porta; dove tutti i frammenti dispersi della mia vita Si ricompongono in qualcosa di nuovamente intero.
E se, sotto l'argentea ombra del salice, Udirete un sussuro trasportato dalla brezza, Non ricordate le catene che un tempo forgiavo, ma lo spirito libero che vaga tra gli alberi.
Poichè, sebbene la mia carne ritorni alla polvere, sebbene il tempo cancelli i regni che conobbi, Le parole che lascio non svaniranno mai, finchè un cuore solo ne custodirà il significato.
E se pronuncerete il mio nome sotto la luna, se nei vostri sogni udirete la mia voce lontana, allora forse la morte è giunta troppo presto per reclamare colui la cui memoria ancora vive.
Poichè l'immortalità non è la corona di coloro che conquistano regni, stelle o cieli; nè si trova là dove gli dèi hanno inciso i nomi di coloro che non moriranno mai.
Essa vive nei cuori che ancora ricordano, nelle parole che sopravvivono alla carne e alle ossa; nel più piccolo lume che sconfigge ogni oscurità, E fa sentire meno solo uno straniero lontano.
Lasciate dunque che il salice sussuri al mare, che le stelle antiche ricordino ciò che è stato; che ogni sogno divenga eternità, e ogni fine generi un mondo sconosciuto.
Io fui il viandante. Io fui la fiamma. Io fui l'ombra che sopravvisse al proprio nome.
E ora, oltre l'abbraccio dell'ultima stella, oltre la portata del tempo, oltre ogni dolore, mi innalzo là dove nessuno potrà mai raggiungermi-
Io sono immortale!
E quando l'ultima candela si spegnerà, quando persino le stelle si arrenderanno alla notte, quando nessuno più camminerà sulla terra conoscendo i miei anni, e l'oscurità inghiottirà ogni traccia di luce...
Forse un salice continuerà a piegarsi e ondeggiare, forse un sempreverde custodirà ancora la riva; Forse una goccia di pioggia troverà la sua strada verso il mare sconfinato, per vivere in eterno.
E da qualche parte, in un sogno che non saprete nominare, Una voce si leverà dal silenzio, lieve e limpida:
Non sono svanito. mi sono soltanto trasformato.
Poichè coloro che ricordano sono i custodi dell'eternità
E coloro che sognano non scompariranno mai.

